
Ricerca perdite con gas tracciante
Il gas trova la perdita dove gli altri si arrendono.
Quando la perdita è in un punto inaccessibile per il geofono, l'ambiente è troppo rumoroso, la tubazione è in plastica multistrato che non trasmette il suono o la pressione è bassa e intermittente, il gas tracciante è la tecnica risolutiva. Iniettiamo nella conduttura una miscela inerte di azoto e idrogeno (95/5) che, fuoriuscendo dal punto di perdita, viene rilevata in superficie da un sensore catalitico ad altissima sensibilità (inferiore a 0,5 ppm). È la stessa tecnica usata dai gestori delle reti idriche per il pre-collaudo delle condutture nuove ed è certificata per uso anche in ambienti residenziali e industriali in esercizio.

Quando il gas tracciante è la scelta migliore
Su tubazioni in plastica multistrato che attutiscono il rumore della perdita rendendo il geofono poco efficace; in ambienti con elevato rumore di fondo come impianti industriali in esercizio, cantieri attivi o aree urbane trafficate; su perdite a pressione molto bassa o intermittenti, dove il flusso non genera un suono costante; su tubazioni di gas, aria compressa o vuoto, dove il rumore è praticamente assente. È anche la tecnica usata sulle reti antincendio sotto carico, sui circuiti di solare termico in pressione e sulle vasche di piscine per individuare punti di fuga su strutture in cemento, vetroresina o liner.
Sicurezza della tecnica
La miscela utilizzata (azoto 95% / idrogeno 5%) è inerte, non tossica, non infiammabile alle concentrazioni utilizzate (al di sotto del limite inferiore di infiammabilità) e si disperde completamente in atmosfera in pochi minuti. È la stessa miscela impiegata dai gestori delle reti idriche italiane (es. Acquedotto Pugliese, Smat, Hera) per il pre-collaudo delle condutture in pressione, ed è autorizzata per uso in ambienti residenziali in esercizio. Le bombole sono certificate ADR e movimentate solo da tecnici formati sui rischi specifici.
Come si svolge l'intervento
Il sopralluogo parte con la chiusura di tutti i punti di erogazione e l'isolamento del tratto di tubazione da esaminare. Si collega la bombola al rubinetto o punto di accesso disponibile e si pressurizza la rete con la miscela inerte. Si percorre il tracciato della tubazione in superficie con un sensore catalitico palmare, identificando con precisione centimetrica il punto di emissione del gas. La procedura tipica dura tra 1 e 3 ore in funzione della lunghezza della rete e dell'accessibilità. Al termine, la miscela viene espulsa o lasciata disperdere prima di rimettere in pressione l'acqua.
Dove operiamo
Con sede operativa a Casale Monferrato (AL), interveniamo in giornata su tutto il Piemonte — Torino, Alessandria, Asti, Cuneo, Vercelli, Novara — sulla Lombardia — Milano, Bergamo, Brescia — sulla Valle d'Aosta, sul Veneto — Venezia, Verona, Padova — sulla Liguria — Genova, Savona, La Spezia — e sull'Emilia Romagna — Bologna, Modena, Parma. Su richiesta operiamo anche in Francia e Svizzera, con tempi di intervento concordati. La nostra logistica permette di mantenere un'unica squadra tecnica dedicata al cantiere, evitando rimandi e perdita di continuità tra sopralluogo e intervento.
Hai bisogno di un intervento o di un preventivo?
Rispondiamo H24. Chiamaci o richiedi un sopralluogo gratuito.
Domande frequenti
Quanto è preciso il gas tracciante?
Localizziamo il punto di perdita con un margine tipico di 2-5 cm. È la tecnica più precisa disponibile per perdite occulte, superiore al geofono su tubazioni in plastica e a ambienti rumorosi.
Funziona anche in piscina?
Sì, è uno dei metodi più efficaci per individuare perdite in vasche di piscine, sia su strutture in cemento sia in vetroresina, sia su tubazioni di mandata e ripresa. Vedi anche la pagina dedicata alla ricerca perdite piscine.
Quanto costa un intervento con gas tracciante?
Tendenzialmente leggermente superiore alla sola ricerca con geofono per via del costo della miscela e della strumentazione specifica. Forniamo preventivo telefonico in fase di sopralluogo iniziale.
